Esempi di stili genitoriali

Da che cosa nasce la disobbedienza del bambino e come farsi ubbidire

 

 

Se ci rivolgiamo al bambino con la nostra parte genitoriale normativa negativa, cioè giudicando, criticando, sbuffando, urlando, punendo, svalutando, automaticamente il bambino attiva un atteggiamento di ribellione, di opposizione per fronteggiare l’atteggiamento aggressivo dell’adulto percepito come estremamente pericoloso e doloroso. Il bambino in risposta ad un comportamento negativo dell’adulto attiva il suo Stato dell’Io Bambino negativo. Ne conseguono disobbedienza e ribellione.

Abbiamo visto, dunque, che se i nostri comportamenti sono genitoriali nel modo normativo e affettivo positivo, il bambino è portato con naturalezza a ubbidire quando diamo delle norme costruttive.

Da parte dell’adulto sarà necessario solo imparare a comportarsi positivamente. Il motivo per cui agli adulti, invece, viene spesso spontaneo comportarsi con la parte genitoriale negativa nasce dal fatto che i nostri genitori inconsapevolmente hanno fatto lo stesso con noi; così come i nostri nonni con loro…

Questo meccanismo può essere interrotto sulla scorta di quanto appena descritto. I risultati saranno molto positivi e, gradatamente, impareremo a farci ubbidire dai nostri bambini.

Tutti noi siamo “sopravvissuti” agli errori educativi dei nostri genitori attivando le nostre sorprendenti risorse interiori per stare meglio, ma a prezzo di sofferenze che possono essere risparmiate con un po’ più di “attenzione pedagogica”.

Sperimento quotidianamente come può diventare facile farsi ubbidire dai bambini. In classe, a casa, basta uno sguardo sereno, un sorriso, un gesto gentile, la voce suadente e sommessa per ottenere che il bambino accolga le nostre richieste.

 



Schema di presentazione del libro “Prevenire i capricci dei bambini” di Maria Micci

Tempo dell’intervento: 20’

Utenti: Educatori

Contenuti: Come di seguito

-        BREVE PRESENTAZIONE PERSONALE: esperienze di maestra e di operatore psico-pedagogico; esperienza come mamma e come nonna; la mia vita scolastica da bambina e la decisione di diventare maestra; come ho raggiunto l’obiettivo puntando

-            sulla tenacia (mi deriva dalle origini sannite)

-            sul coraggio di cambiare e di ammettere i miei errori

-            sulla capacità di perdonare i miei errori (prototerapia: prototipo di ogni terapia)

-        L’OBIETTIVO del libro è quello di far guadagnare tempo ed energia alle mamme e alle maestre ed educare i bambini senza inutili affanni.

-        PERCHE’ ho scritto il libro: sono stata spinta a farlo perché notavo un contrasto tra la sofferenza dei rapporti tra educatori e bambini e la semplicità dei miei interventi, frutto di esperienze e conoscenze che potevo trasmettere ad altri come altri le avevano trasmesse a me. (Preciso subito che nell’educazione non esistono certezze assolute, ma bisogna essere come otri che si adattano al contenuto, come il contenuto ad essi).

-        LA STRUTTURA del libro vuole dimostrare che si possono e si devono prevenire i capricci dei bambini creando un clima favorevole in famiglia. Questo diventa facile se accettiamo la tesi che la terapia risolutiva, come la chiama Vittorino Andreoli, si fonda su quattro parole: CONSIDERAZIONE, RASSICURAZIONE, RISPETTO, AMORE che diventano uno stile educativo perché le parole esprimono concetti.



Il bambino oggi

Di solito accettiamo di buon grado, qualche volta addirittura come delle vere benedizioni, le conquiste della scienza, le meraviglie del laser usato in operazioni per curare organi vitali; studi di biologia e genetica che hanno portato a terapie inimmaginabili per malattie finora incurabili, tecniche chirurgiche radioguidate e non invasive, farmaci “intelligenti” utilizzati su larga scala, computer che compiono operazioni sempre più complesse; l’ingegneria genetica che avanza prodigiosamente, nuovi telefoni portatili con prestazioni sempre più sbalorditive.
In questa civiltà evoluta, anche rispetto al bambino i nostri atteggiamenti vanno velocemente cambiando. Man mano che si acuisce la nostra sensibilità e ci apriamo con fiducia alle nuove conoscenze, si affermano nuove idee e consapevolezze diverse.

La pedagogia si avvantaggia delle scoperte della neurobiologia, della psicologia, della psichiatria.

Per esempio, è stato dimostrato che molti comportamenti “sbagliati” dei bambini e degli adulti non sono imputabili a patologie psicologiche. Dunque tali comportamenti possono essere modificati attraverso delle informazioni corrette, inerenti l’aspetto relazionale, al fine di facilitare la comunicazione tra genitori e figli, tra alunni e insegnanti etc. (De Martino – Novellino – Vicinanza – “L’Alleanza nella relazione didattica” – Ed. Liguori 1997).

Metodologie adeguate permettono di interpretare situazioni problematiche e di offrire opzioni alle famiglie e agli insegnanti, anche con l’obiettivo di prevenire comportamenti patologici, facendo sperimentare ai bambini vissuti positivi.
Tutti i ricercatori in campo educativo sono concordi nell’affermare che, contrariamente alle convinzioni dei primi decenni del secolo scorso, l’apprendimento del bambino è favorito se associato a sensazioni positive, essendo ad esse in un certo senso collegato.



Il nuovo libro di Maria Micci

“I tuoi genitori hanno fatto il meglio che potevano. Tu come genitore hai fatto il meglio che potevi. Se vuoi, ora puoi usare questi nuovi strumenti: non è mai troppo tardi per cominciare”

 

Il libro di Maria Micci “Prevenire i capricci dei bambini” si articola principalmente intorno ai seguenti aspetti formativi:

- La società moderna nei confronti dei bambini
- Quando nasce nel bambino il concetto di norma
- Come farsi ubbidire dando norme costruttive
- Come la vita affettiva incide sullo sviluppo dell’intelligenza
- Qual è il significato nascosto dei capricci di un bambino
- Perché è fondamentale prevenire i capricci

Si alternano descrizioni di situazioni vere (in cui vengono usati nomi di fantasia) ove l’educatore interviene in modo inadeguato e proposte che evidenziano, invece, atteggiamenti appropriati. L’alternanza di episodi dolorosi, visti dalla prospettiva dei bambini e con intenzioni positive, secondo quella adulta, è stata scelta con lo scopo di evidenziare quanto facile possa essere risparmiare inutili sofferenze ai bambini e sensi di colpa ai genitori.
La forma è volutamente ripetitiva con l’intento di accompagnare protettivamente il lettore, come sarebbe opportuno che si facesse con i bambini.