Il 14 giugno 2009, presso la sede della Pro-loco di Massa di Faicchio è stato presentato “Una vita in otto racconti” l’ultimo libro del poeta e scrittore amorosino Antonio Pellegrino. Sono intervenuti all’evento: il sindaco di Faicchio Mario Borrelli; il presidente della Pro loco di Massa Alessandro Colasanto; i professori Pietro Mastrocola e Angiola De Lucia, che hanno presentato, rispettivamente, l’Autore e l’opera; l’insegnante Gabriella Cappella e la dott.ssa Pamela Romanelli (ex alunne dello scrittore) che hanno letto brani tratti dal libro. La prof.ssa Angiola De Lucia, illustrando, per rapide linee, l’opera, ha affermato fra l’altro: «E’ il ricordo delle cose passate, o meglio, la capacità di dare forza e vigore ai nostri ricordi e di descriverli, che dà più senso alle nostre cose attuali, alla vita di ciascuno, logica evoluzione di ciò che siamo stati in anni ormai trascorsi […]. L’autore nasce come poeta […] ma io vorrei aggiungere che è anche conoscitore esperto di vari linguaggi non verbali, dalla fotografia, al disegno, alla pittura, al cinema, è un artista a 360°, insomma, e bisogna riconoscere che, in qualsiasi cosa si cimenti, riesce a produrre lavori unici e inimitabili […]. A mio avviso bisognerebbe leggere con attenzione ogni singolo rigo per potere comprendere a fondo i vari messaggi racchiusi nel libro, è questo un invito a farlo anche perché si procede abbastanza rapidamente nella lettura tale è la scorrevolezza del periodare. […]
Caratteristica peculiare di questo lavoro è la densità dei contenuti che si arricchiscono, via via, di richiami storici, filosofici, letterari, di notizie su usi e costumi, su tradizioni. Si snoda a partire dagli anni 40/50 fino ai nostri giorni, toccando e descrivendo le grandi trasformazioni sociali, fatti storici, politici, economici, eventi culturali, parallelamente agli sconvolgimenti avvenuti nella scuola, dai Decreti delegati alla Scuola dell’Autonomia, agli Istituti comprensivi e fino alla Riforma Moratti, tutti vissuti dall’Autore con grande coinvolgimento emotivo. In effetti questa “Vita in otto racconti” non è solo la vita di Antonio Pellegrino, articolata nelle sue tappe più significative, interessante per lo spessore etico e morale con cui è stata ed è vissuta giorno per giorno, ma è, nello stesso tempo, anche la vita di Amorosi, della Valtellina, della Valle Telesina, dell’Italia, del mondo: uno scrigno di ricordi in cui ognuno di noi può attingere notizie ed evocare eventi.
Niente è casuale, la descrizione dei vari cambi di casa […] il ricordo dell’esperienza nell’Azione Cattolica […] la nascita del circolo CRAC […] gli anni delle Brigate rosse, delle grandi encicliche, del Concilio Vaticano II, della guerra nel Vietnam, delle occupazioni universitarie […] del lavoro svolto con alcuni amici telesini e di Castelvenere quando nel 1971 si mise in piedi nelle campagne di Massa di Faicchio una scuola di popolo destinata al recupero dei ragazzi svantaggiati nella scuola di Stato; esperienza quest’ultima improntata sul modello della Scuola di Barbiana e aperta a grandi dibattiti culturali su temi politici, teologici, economici e sociali […], la rievocazione ampia e articolata dei sentimenti provati nel lasciare il proprio paese e i propri affetti (esule in Valtellina) […] la descrizione e il ricordo di tante figure sia maschili che femminili, a partire da quella della madre e poi della signora Maria che gestiva la pensione in Valtellina, dei bidelli Silvia e Aldo Trivella, di Francesca, di Isa, di Rosalba, di alcuni presidi, di alcuni amici sparsi per tutta l’Italia […] Infine il ritorno a casa, contemplato nell’ultimo degli otto racconti, nel 1981. E’ questo il periodo in cui il bisogno di meditazione e di solitudine, utile per la ricerca della propria identità, si fa necessitante, è il periodo dei viaggi verso i cosiddetti sentieri dell’anima, negli spazi sconfinati, interminabili e ininterrotti che sono dentro ciascuno di noi […].
Tutto in questo libro è rievocato con magistrali tocchi di pennello e con una vivacità stilistica ed espressiva tale che sembra di essere lì a vivere in prima persona gli avvenimenti descritti, li vedi scorrere davanti agli occhi come sequenze cinematografiche e ne sei rapito». Gli interventi del presidente della Pro loco, del prof. Pietro Mastrocola e del sindaco di Faicchio Mario Borrelli hanno contribuito, ciascuno nel modo proprio, a mettere in luce la vita e le tappe della carriera, come professore e come scrittore, dell’Autore, che, per parte sua, si è limitato ad esprimere i più sinceri ringraziamenti alla Pro loco di Massa di Faicchio, al suo presidente ed agli altri dirigenti, al sindaco, ai relatori ed alle lettrici, già menzionati, alle persone intervenute fra cui alcuni preziosissimi amici.
Nelle foto, la copertina del libro "Una vita in otto racconti" e alcuni momenti della presentazione.
Cliccare sul seguente link per aprire il video della manifestazione: http://www.youtube.com/watch?v=EpVZc_ZcaYo
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