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La discesa di via Volturno
Veduta dal ponte sul fiume Volturno - la fitta vegetazione
Via Calore - sulla destra l'antico Ossario
La stazione ferroviaria di Amorosi

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TERRITORIO E STORIA DI AMOROSI

 

Amorosi è un centro agricolo, commerciale ed industriale situato all'ingresso della Valle Telesina, in provincia di Benevento, a 60 m. sul livello del mare e gode di una posizione strategica assai rilevante per la viabilità e per il movimento turistico diretto verso le località più frequentate del Sannio e del Matese.

Il Comune ha una superficie di 11,03 mq ed è ben collegato con il capoluogo e con Caserta, dai quali dista circa 30 km, mentre poco più di 40  lo separano da Napoli.

Gli abitanti, denominati amorosini, risultano essere circa 3.000 in base ai dati demografici più recenti.

Caratteristica, nella piazza principale del paese, la presenza di un imponente Campanile annesso alla settecentesca Chiesa di San Michele Arcangelo, il Santo Protettore.

Il centro abitato, sviluppatosi intorno al "castrum Amorusii" o "Amerusii" all'inizio del IX secolo, domina la sommità di una collinetta verdeggiante e in dolce declivio verso i fertili campi, che si estendono fin sulle rive del fiume Volturno e del suo affluente, il Calore. Amorosi si collega idealmente all'antica Telesia, di cui fu parte integrante come "casale" e da cui deriva senza dubbio la popolazione originaria.

Origine del nome

Il nome “Amorosi”, di chiara etimologia, non è altrettanto chiaro nell' interpretazione, dal momento che in alcuni documenti medioevali compare come A M E R U S I I. Inoltre, nel dizionario toponomastico UTET risultano i termini: “AMEOSI – AMEROSI – AMOROSI.
Amerusii o Amorosi, come sarà chiamata più tardi, trarrebbe il suo nome dal fatto che i nobili di Telesia (Telese) medievale erano soliti venire a trascorrere serate galanti e “amorose” nel castello che ancora oggi conserva. Ma sarebbe credibile anche l' ipotesi di Mons. A. M. Iannacchino, ripresa dallo storico amorosino, prof. Pasquale Maturi, secondo la quale Amorosi nelle sue origini sarebbe stato possesso di un nobile Longobardo di nome “AMOROSO”. La fusione di queste due circostanze, le serate “amorose” e il nome del nobile longobardo, avrebbero, quindi, dato origine al nome AMOROSI.
Una seconda ipotesi, forse la più accreditata, di carattere prettamente linguistico – filologico, farebbe derivare il nome del paese dalle parole latine "Amne - rosus", cioè "territorio eroso dal fiume” o dai due fiumi che bagnano il paese: il Calore e il Volturno, che proprio in Amorosi confluiscono, non molto lontano dalla linea ferroviaria Napoli – Foggia, una zona in cui sono presenti le prime abitazioni del paese.
Il nome è, comunque, già riportato in documenti del 1100 circa (Obituarium S. Spiritus della Biblioteca Capitolare di Benevento).

Da feudo a "commerciante cittaduzza"

Con i titoli di  Principe, di Marchese e di Barone possedettero la Terra di Amorosi in feudo le più prestigiose famiglie feudali presenti nell'Italia meridionale. Nel 1734 vi si fermò, ospite dei Caracciolo, Carlo di Borbone, che veniva alla conquista del Regno di Napoli. Il principe vi ricevette la promessa di fedeltà e di resa dal legale rappresentante della città di Napoli. L'atto di resa, però, fu ufficialmente ratificato in Maddaloni qualche giorno dopo. In seguito passò per Amorosi anche Ferdinando
II°.
Al tempo della guerra del Volturno, il paese fu occupato alternativamente dalle truppe garibaldine e dalle truppe borboniche. Si ebbe, in quel contesto, un solo scontro armato con morti all'interno delle stesse milizie borboniche in rotta.

Nella seconda metà dell'Ottocento, con l'abbattimento di buona parte dell'antico borgo feudale e la costruzione di una bella, ampia e simmetrica piazza, oggi alberata, Amorosi assunse un aspetto più aperto e moderno, tanto che lo stesso Mons. Iannacchino non esitò a chiamarla "commerciante cittaduzza".

 

 Notizie tratte dal volume "Amorosi" di Valentino Orefice e Alan Ragone - Ediz. 2002

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