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Tratto finale di via Ortale - sullo sfondo l'antico palazzo dei baroni Piscitelli
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Amorosi ha dato i natali a numerosi i cittadini che si sono distinti per le loro doti letterarie, artistiche e professionali, acquisendo meriti e notorietà in Italia e all’estero.
Citiamo i più importanti:

Sebastiano Maturi, filosofo, seguace del pensiero di Hegel, nacque il 17 gennaio 1843 e trascorse la sua vita in ambienti prevalentemente borghesi.  Di carattere austero e chiuso, Maturi amava molto la solitudine, si appartava e trascorreva lunghe ore immerso nei libri a studiare, a meditare, ad elaborare pensieri e principi che avrebbero costituito, poi, le basi del suo pensiero filosofico.
Tra le sue opere di rilievo, il trattato
Soluzione del problema fondamentale della filosofia, L’idea di Hegel, Filosofia e Metafisica, riprodotto per metà in “Gli Hegeliani d’Italia” di Augusto Guzzo e Introduzione alla Filosofia, ripubblicata nel 1912 da Giovanni Gentile, che contribuì anche alla notorietà di Maturi quale filosofo. Altre opere degne di nota sono un Abbecedario filosofico non portato a termine e Relazione scolastica, pubblicata all’interno della “Critica” di Benedetto Croce, nel 1906.
Maturi morì tragicamente nel 1917, travolto da un tranvai a Napoli, forse mentre era assorto e distratto da pensieri più malinconici del solito. Ad Amorosi è ancora presente la sua abitazione, nella strada che reca il suo nome.

L'Avvocato Salvatore Piscitelli, Barone di Amorosi, fu un altro grande uomo di cultura, autore di novelle e opuscoli di storia locale con i quali vinse vari ed importanti premi letterari.
Nato nel 1883 e morto nel 1971, era discendente dei feudatari che acquistarono Amorosi alcuni secoli prima. E ancora oggi è possibile ammirare il maestoso palazzo baronale che si affaccia su piazza Municipio e via Volturno
.
In uno dei suoi volumi, Sul Volturno durante la ritirata tedesca, Il Barone descrive un drammatico spaccato di storia amorosina, scene e circostanze che molti anziani del paese hanno ancora fortemente impresse nella loro memoria.

Pasquale Pulcrino, il Leopardi amorosino
Pasquale Pulcrino, poeta e autodidatta  di grande cultura, nacque nel 1899. Di giorno lavorava come impiegato al tabacchificio Salvione e di sera coltivava per ore le sue grandi passioni, quali  appunto la poesia, l’arte e la musica. Era anche un bravo organizzatore, insieme al suo colto amico Michele Mastroianni, di liete serate e di rappresentazioni teatrali.

L’accostamento al grande poeta di Recanati nasce dal fatto che quasi tutti i versi di Pulcino esprimono
i travagli di un animo in cerca di quiete.
Pascaluccio” Pulcrino ha scritto molti sonetti e odi, fra cui ricordiamo Italia Nova, Per nuovo destino italico, A Lancia e Spada, All'Italia, Alla Musa.

Morì a soli 36 anni, a causa di un’appendicite acuta non operata in tempo.

Vincenzo Cacchillo detto “Il Poeta”, vissuto fra la fine del ‘700 e gli inizi dell’ ‘800, è un altro singolare personaggio che ha dato lustro ad Amorosi ed il cui ricordo è stato tramandato solo verbalmente attraverso persone ora molto anziane o già scomparse, come Giovanni Franco.
Vincenzo era un contadino che abitava in una masseria situata lungo via S. Salvatore, proprio ai confini del territorio amorosino. E, proprio perché vi era la sua dimora, ancora oggi questa casa viene chiamata “La masseria del poeta”.
Cacchillo, sebbene agricoltore,  era un uomo di lettere e conosceva bene il latino: sapeva leggerlo e spiegarlo agli altri. Era, quindi, molto intelligente, erudito ed esperto in molte discipline. Quando parlava, siccome aveva la rima facile, usava rispondere con versi poetici. In paese e nei dintorni era molto stimato e ricercato.
Vincenzo aveva sempre una risposta arguta e in rima per tutti.
“Vuoi risolvere il tuo problema? – recitava lo “spot pubblicitario” verbale in voga all’epoca fra gli amorosini - “Va’  ‘ncoppe ‘a massaria d’ ‘u poete”.

Giuseppe Di Gioia, Economista che nel periodo fascista emigrò negli U.S.A. lasciando diverse opere di pregio.

Ernesto Giaquinto, pittore che visse ed operò a lungo in Amorosi

 
 
Notizie tratte dal volume "Amorosi" di Valentino Orefice e Alan Ragone - Ediz. 2002
 
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Nota di Ame il Sannita:
si dice anche nel senso di Bersi una Frottola: S' è ammuccat' senza dic' nient'....

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